Servizio in camera: sì o no?

Servizio in camera: sì o no?

Il servizio in camera, in hotel, sembra essere un po’ passato di moda. Molte strutture lo hanno eliminato perché il rapporto costi-benefici non era conveniente. Eppure il servizio in camera, dove resiste, può essere un servizio innovativo, se ben rivisitato. Da settembre del 2016 esiste, ad esempio, una versione di Deliveroo – una delle app di food delivery più diffusa al mondo, attraverso la quale viene consegnato cibo a domicilio direttamente dal ristorante preferito o più vicino a casa – che si chiama Deliveroo for Business. Nata principalmente per consegnare pranzi, colazioni, spuntini e anche cene per chi si trattiene in ufficio fino a tarda sera, oggi si è diffusa anche negli hotel. Come? Semplice: l’ospite dell’hotel effettua il proprio ordine direttamente dalla stanza con la garanzia che il piatto preferito arrivi in hotel in mezz’ora. Il vantaggio di usufruire di questo servizio, per una struttura alberghiera, sta nel risparmio: si evitano tutti quei costi di personale e di gestione – cucina aperta tutto il giorno e camerieri a disposizione ventiquattro ore su ventiquattro – che sono la causa per cui molti hotel hanno deciso di rinunciare al servizio in camera. Insomma, una partnership o una convenzione con Deliveroo for Business è un buon modo per mantenere il servizio in camera in hotel senza che questo gravi troppo sui costi di gestione della struttura. Ma non esistono soltanto i servizi di food delivery a cui affidarsi, ci sono anche soluzioni ancora più semplici, come ad esempio affidarsi a ristoranti, caffé o tavole calde che abbiano una cucina, nelle vicinanze dell’hotel, sempre aperta.

Oppure, ancora, servire una serie di piatti sì freschi ma già preparati e ben conservati, comunque gustosi per soddisfare le esigenze dei propri ospiti anche quando il ristorante e la cucina dell’hotel sono chiusi. Basta recapitarli in maniera veloce (massimo dieci minuti dall’ordinazione) e in confezioni smart ma eleganti – confezioni monouso bio, ad esempio, sacchetti di carta e via dicendo – o proporre soluzioni gustose tipiche locali per coccolare anche l’ospite più esigente e attento al gourmet. In sostanza, trovare soluzioni alternative all’eliminazione del servizio in camera è un buon esercizio perché molti dati, tra cui quelli del Global Travel Tracker Survey, dicono come ancora un cliente su quattro vuole ancora essere coccolato dal piccolo grande lusso del servizio in camera. Puntare sulla qualità e l’eccellenza, poi, è un altro segreto: offrire soluzioni esclusive, come l’esperienza di una cena cucinata da uno chef stellato e recapitata direttamente nella suite avrà sicuramente un buon riscontro, anche se un servizio di questo genere è riservato agli hotel di lusso.

Se si decide, dunque, di non abbandonarlo, come deve essere un servizio in camera che funzioni? Prima regola: il cibo, che sia servito in stoviglie d’argento o in sacchetti di carta, deve essere buono e fresco. E deve sempre esserci, nel menù, una soluzione per chi è affetto da intolleranze alimentari o allergie. Le ordinazioni, poi, si possono prendere in diversi modi – al check in, per telefono, dalla maniglia di ogni porta o via app – ma l’importante è che tutto il processo sia gestito in maniera efficiente, coordinato con la cucina. Infine, la cordialità del personale. Una volta messo a punto un buon servizio, c’è sempre da sperare nella buona educazione degli ospiti, che non è scontata. Lo ha spiegato la reporter Brittany Kriegstein, che ha lavorato qualche tempo in un hotel cinque stelle per scrivere un articolo sulla testata online Business Insider: clienti che non salutano, che ordinano il servizio in camera e accolgono il personale di servizio non vestiti, che chiedono informazioni indiscrete sugli altri ospiti dell’hotel. Curiosità a parte, avere un servizio in camera che funziona, può ancora essere un servizio molto utile e apprezzato, sia da ospiti che soggiornano nella vostra struttura per motivi di lavoro, sia per chi vuole concedersi lussi che a casa è difficile trovare.

By |2018-12-21T15:09:27+00:00Dicembre 21st, 2018|Curiosità, Marketing e Promozione, Ristorazione, Settore Alberghiero|0 Comments

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