Scusi mi spegne i mulini a vento? Le richieste più strane in hotel!

/, Marketing e Promozione, Settore Alberghiero/Scusi mi spegne i mulini a vento? Le richieste più strane in hotel!

Scusi mi spegne i mulini a vento? Le richieste più strane in hotel!

Spegnere i mulini a vento perché molesti, segare le gambe di un letto troppo alto, portare a tavola zuppa di coccodrillo. Sono alcune delle richieste più strane che i clienti di alcuni hotel del mondo hanno rivolto alla reception. Stramberie degne della fantasia più fervida che, più frequenti di quanto si possa immaginare, sono state raccolte da alcuni importanti portali di viaggi.

Mulini a vento

Trivago, ad esempio, ha stilato una classifica con le richieste più incredibili. E la più clamorosa probabilmente è quella dell’ospite di un hotel vicino ad Amsterdam che, dopo essersi lamentato del girare troppo veloce delle pale dei mulini a vento, ha chiesto di spegnerli: “Mi danno il mal di testa!”, ha sbottato. Il cliente di una struttura nelle Alpi francesi, invece, è stato beccato a segare letteralmente le gambe del letto perché a suo dire troppo alte. Una volta portato a termine il fai-da-te è persino andato alla reception a lamentarsi dell’arredamento. In Austria, invece, il responsabile dell’accoglienza si è trovato a discutere con chi trovava il phon troppo pesante per essere maneggiato con facilità. In un albergo di Siviglia è stato chiesto il rimborso del costo di un costume da bagno perché si era scolorito a causa del cloro presente in piscina e del sole battente. Sempre in Spagna c’è chi ha preteso di cambiare le lenzuola perché non perfettamente coordinate con l’arredamento della camera. Poi ci sono i furbetti: quelli che se l’hotel non è ben segnalato sul navigatore allora deve essere gratis (è successo in Scandinavia), o che se c’è un capello nella pizza pretendono una bottiglia di champagne millesimato. E se la cucina della suite non è perfettamente attrezzata? Il cliente chiede a gran voce un taglia-uova (come non averlo!). La più divertente, forse, arriva però dalla Finlandia: un cliente chiama spaventato la reception dicendo di essere rimasto bloccato dentro la propria stanza. Allarmato, il personale dell’hotel corre a vedere cosa possa essere successo alla serratura della camera, ma il problema non è lì. E’ nel fatto che il classico cartello “Do not disturb” era stato interpretato male: l’ospite pensava che l’invito a non disturbare fosse legato a un divieto di toccare la porta e quindi  di uscire.

Richieste strane in Hotel

Anche un altro sito, Skyscanner, ha raccolto una serie di chicche. Questa volta tramite un sondaggio condotto su 400 addetti del personale di hotel internazionali che ne hanno rivelate di tutti i colori: c’è chi ha chiesto un bicchiere d’acqua ogni ora, per tutta la notte, chi di avere in camera o al ristorante almeno quindici cetrioli al giorno, chi di poter riempire la vasca da bagno soltanto con acqua minerale o – peggio ancora – di miele o di cioccolato al latte. Qualcuno ha preteso di poter ascoltare il suono delle campane delle capre per prendere sonno meglio, di mangiare solo le cosce destre del pollo o zuppa di coccodrillo, di avere un topo morto in camera o sedici cuscini a persona. Ci sono persone che sono andate in reception a lamentarsi perché le lenzuola erano troppo bianche, il gelato troppo freddo, il mare troppo azzurro, il bagno troppo grande. I più arditi hanno persino chiesto di avere il rimborso perché il cane non aveva gradito l’ospitalità.

Un’altra serie di interviste, questa volta di Info Alberghi, ha svelato come in Italia, ad essere presi di mira da clienti tanto pretenziosi quanto un po’ svitati, siano gli hotel della costa romagnola: carne di cavallo cucinata per il cane, un’assicurazione contro le deiezioni dei gabbiani, portare il pitone in camera, cucinare con le padelle portate da casa. Follie, vezzi o capricci?

By |2018-08-21T16:07:13+00:00Agosto 21st, 2018|Curiosità, Marketing e Promozione, Settore Alberghiero|0 Comments

About the Author:

Leave A Comment

WhatsApp chat