Booking, Expedia, Trip Advisor, Venere, Priceline, Hotels e tante altre: ormai sono moltissimi i viaggiatori di tutto il mondo che decidono di affidarsi a questi portali per prenotare un hotel. Sono le OTA, le Online Travel Agencies, portali turistici che, a seconda dei criteri selezionati dall’utente, offrono un elenco di hotel e strutture ricettive in generale con tariffe, disponibilità aggiornate e caratteristiche e tramite i quali si può prenotare direttamente il soggiorno, di fatto bypassando il sito internet della struttura.

Prenotazioni tramite OTA

Le prenotazioni tramite OTA, in Europa e nel resto del mondo, sono in costante crescita: secondo uno studio di Phocuswright, società che svolge ricerche di mercato, la quota dei viaggi prenotati in questo modo incide per il 44 percento, a livello mondiale, sul totale delle prenotazioni. Nel 2017 i due colossi Booking ed Expedia hanno chiuso con un’impennata del fatturato: più 13 miliardi di dollari il primo, più 10 miliardi di dollari il secondo. Un aumento che ha chiaramente tolto ai canali tradizionali una bella fetta di mercato. Se poi si entra nello specifico di alcune categorie di viaggiatori, come gli under 30 e i millennials ad esempio, si scopre che nel 2017 i più giovani hanno prenotato il 47 percento delle strutture ricettive tramite le OTA. Il dato emerge da un sondaggio della WYSE Travel Confederation che ha intervistato oltre 57mila ragazzi in tutto il mondo: per le prenotazioni gli under 30 si connettono soprattutto a Expedia, STA Travel, Skyscanner e StudentUniverse, mentre Booking.com è la prima scelta per decidere dove pernottare, seguita da Hostelworld, Airbnb e di nuovo Expedia. 

Ma come mai i potenziali clienti di un hotel preferiscono prenotare tramite le OTA piuttosto che direttamente sul sito dell’hotel? In primis perché gli utenti hanno la sensazione di risparmiare (ma non sempre è così, anzi), poi perché in alcuni di questi portali viene data la possibilità di commentare e condividere esperienze di viaggio, oppure di confrontare le tariffe e scegliere quella più conveniente. Per gli albergatori ci sono vantaggi e svantaggi: da un lato, se le OTA danno maggiore visibilità anche internazionale soprattutto agli hotel indipendenti o alle catene più piccole, dall’altra richiedono all’albergatore una commissione che varia dal 13 al 30 per cento del valore della prenotazione. 

E’ importante dunque, per riequilibrare il rapporto tra prenotazioni tramite Ota e prenotazioni tramite il sito della propria struttura, fare un lavoro di disintermediazione. Utilizzando ad esempio i mezzi che Google Adwords mette a disposizione per aumentare la visibilità del proprio portale sul web, essendo molto presenti sui social media, utilizzando whatsapp come strumento per fidelizzare i propri ospiti. Perché di viaggiatori che prenotano direttamente sulla pagina web dell’hotel ce ne sono ancora una buona fetta: e lo fanno da un lato con la consapevolezza, alla fine, di risparmiare sul serio, e perché amano avere un rapporto personale con chi li accoglie o di poter usufruire di sconti e punti fedeltà. E’ necessario dunque comunicare ai clienti quali siano i vantaggi di prenotare direttamente in hotel restando in contatto con loro. In sostanza è necessario creare un rapporto di professionale amicizia tra il proprio brand e il potenziale ospite.