Chiacchierare con un amico o un’amica davanti ad un caffè al bar, pianificare un weekend e prenotarlo al volo, sul cellulare. Ormai succede spesso così, quando si decide di partire per una vacanza, breve o lunga che sia. Sono sempre di più, infatti, le persone che decidono di prenotare un hotel o una struttura ricettiva tramite mobile. A dirlo è l’Osservatorio di Bookassist, agenzia di marketing online e tecnologie applicate all’industria alberghiera, secondo cui le ricerche di hotel da mobile stanno crescendo sempre di più. Basta pensare che nei paesi anglosassoni più di un quarto del fatturato delle prenotazioni alberghiere è generato via mobile. L’Italia è ancora un po’ indietro rispetto all’Europa e al resto del mondo, con un fatturato generato via mobile del 13%, ma il trend è comunque positivo. Perché la crescita, rispetto al 2018, è del 20%. Il tutto, naturalmente, a svantaggio delle prenotazioni non solo da pc, ma anche da tablet: nel 2018, infatti, il 50% del traffico diretto generato verso i siti web degli hotel è arrivato dagli smartphone, in particolare per quanto riguarda i mercati inglese, irlandese, spagnolo e portoghese.

Anche Google ha analizzato questi flussi in una recente ricerca: gli europei che prenotano da smartphone oscillano tra il 27% della Germania e il 45% dell’Inghilterra, gli americani arrivano al 48% e gli indiani raggiungono l’87%.

Ogni volta, dunque, che si imposta un’attività di marketing per hotel o struttura ricettiva, bisogna curare alcuni aspetti. Quali?

 

  1. Il proprio sito internet deve essere ottimizzato anche per smartphone. Chi decide di prenotare via mobile, deve infatti avere la stessa agilità di chi decide di farlo dal desktop del pc di casa o dell’ufficio. Perché se così non è, il potenziale cliente diventa un cliente perso. L’accesso deve essere semplice, veloce, nitido, intuitivo, altrimenti non funziona. Il potenziale ospite si spazientisce e abbandona la nave. Google, ad esempio, ha calcolato che il 53 per cento delle visite viene perso se la pagina aperta da un dispositivo mobile richiede tre secondi o più per caricarsi. E più aumenta l’attesa, più la probabilità di abbandono è alta: con 5 secondi il 90 per cento dei potenziali clienti desisterà.

  2. Funzionale ma anche bello: una struttura che vuole attirare clienti che utilizzano i dispositivi mobile per accedere ad una miriade di servizi, deve puntare sulla brand identity curando il proprio sito nei minimi particolari. Il potenziale cliente deve essere accolto nella home page come se entrasse a chiedere informazioni direttamente nella hall dell’hotel. Se il portale non riesce a catturare l’attenzione esibendo un’identità ben definita e non è impreziosito da fotografie di qualità c’è il rischio che l’utente abbandoni per cliccare su qualche concorrente.

  3. Non solo, altro imperativo categorico è la presenza sui social: secondo una ricerca di Expedia i Millenial decidono la meta dei loro viaggi su Instagram: tanto più una località o una struttura ricettiva è “instagrammabile” (in un certo senso fotogenica, capace di attirare l’attenzione degli utenti di uno dei social network più utilizzati del momento) tanto più viene scelta. Sebbene Facebook resti ancora il social più utilizzato in Italia, Instagram è in crescita esponenziale e non esserci taglia il proprio brand fuori da una consistente fetta di potenziali ospiti. E poi c’è TripAdvisor che, nonostante non sia esattamente classificabile come un social network, è la cartina di tornasole della propria reputazione online. A proposito della quale non si scherza: avere un feedback positivo dai propri ospiti è essenziale per essere attrattivi.

  4. Anche confezionare offerte e pacchetti tramite la geolocalizzazione può essere un buon modo per attirare il potenziale ospite che cerca la meta e l’alloggio ideale tramite uno smartphone che nel novanta percento dei casi avrà attiva la geolocalizzazione.