Mai dimenticarsi di coccolare un cliente business!

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Mai dimenticarsi di coccolare un cliente business!

“Beato te che viaggi per lavoro!” è la frase che spesso si sente pronunciare da amici e conoscenti rivolta a chi, per motivi di business, si sposta spesso da un capo all’altro del mondo. Chi viaggia per lavoro è quasi sempre ritenuto un lavoratore fortunato, certo, ma viaggiare per business è molto faticoso ed è per questo che chi passa da un hotel all’altro tra una capitale e l’altra ha esigenze sempre più specifiche. Ed è per questo che una struttura alberghiera, visto il trend in aumento, non può dimenticarsi di questo ospite-tipo.

Quest’anno, il 2018, è l’anno dell’impennata dei clienti business: a dirlo è uno studio di Booking.com che illustra un aumento di chi viaggia per lavoro di oltre il 6 percento rispetto allo scorso anno. Nel sondaggio effettuato dal portale di prenotazioni online emergono numeri piuttosto significativi: il 40 percento degli intervistati ha effettuato nel corso dell’ultimo anno almeno un viaggio di lavoro all’estero e il 36 percento, sempre per business, si è spostato entro i confini nazionali. Il cliente business ha esigenze diverse dall’ospite che viaggia per piacere: sempre Booking, infatti, certifica come il 60 percento degli intervistati ritenga sia indispensabile avere a disposizione soluzioni di viaggio, trasferta e alloggio studiate e confezionate appositamente per le proprie esigenze. Anche perché il cliente business è un cliente molto prezioso per una struttura ricettiva. La ricerca “Trendsetting 4.0: le frontiere dell’hotellerie per il business travel” condotta per HRS, il provider internazionale per i viaggi d’affari, illustra come per circa il 40% degli alberghi i clienti business rappresentino oltre il 40% del fatturato.

Come soddisfare un cliente business

Da queste cifre emerge quanto sia importante, per un hotel, predisporre soluzioni e servizi ad hoc per soddisfare le esigenze dei clienti business. Come fare per attrezzarsi? Anche per le strutture non propriamente business-oriented esistono diversi accorgimenti, più o meno strutturali, per coccolare chi viaggia per lavoro. Sempre secondo le ricerche di Booking, il 75 percento degli utenti contattati considera la tecnologia un elemento fondamentale per un soggiorno di lavoro confortevole.

Il segnale wi-fi, ad esempio, deve essere molto potente in ogni parte dell’hotel, non soltanto in camera. Ma tecnologia non vuol dire esclusivamente questo: senza arrivare a soluzioni di domotica che richiederebbero un restyling forse troppo oneroso della struttura, ci sono altri aspetti importanti da sviluppare, come suggerisce la Global Business Travel Association. Intanto è necessario “istruire” lo staff perché comunicare con un cliente business non è come comunicare con un cliente leisure, cioè un cliente che viaggia per piacere. Poi servono una serie di servizi che rendano la preparazione del viaggio e delle trasferte sempre più veloce e confortevole: messaggistica istantanea, magari tramite WhatsApp, per aiutare il cliente nella soluzione dei problemi in tempo reale; aiuto da parte dello staff per conoscere i percorsi meno trafficati o più veloci per raggiungere la mete di lavoro; possibilità di effettuare il check in dell’hotel online avendo quindi una sorta di salta-coda alla reception. Non solo, ci sono altri “plus” che portano un potenziale ospite business a scegliere una struttura piuttosto che un’altra: la possibilità di avere uno spazio tranquillo e riservato per lavorare che non sia la camera e che sia attrezzato ad esempio con una stampante. Anche letto comodo, colazione abbondante e accesso a spa e servizi di benessere come la palestra sono un criterio di scelta.

Come il cliente business diventa cliente bleisure

Offrendo perciò una buona gamma di servizi è semplice accalappiare il cliente business anche per qualche notte di soggiorno che vada oltre l’impegno lavorativo. Ed ecco che allora il cliente business si trasforma in un cliente bleisure (un mix tra business e leisure): secondo uno studio di Expedia il 43% dei viaggi di lavoro, sia internazionali sia domestici, sono estesi in qualche modo per aggiungere attività più turistiche. Insomma, cresce la tendenza, tra chi viaggia per lavoro, di combinare impegni professionali con esperienze di piacere. Esperienze che possono essere condivise sui Social o sulle piattaforme web, strumenti utili anche per accrescere la propria reputazione online.

 

By |2018-09-17T15:56:46+00:00Settembre 17th, 2018|Marketing e Promozione, Ristorazione, Settore Alberghiero|0 Comments

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