Ai turisti piace strano. O quantomeno alternativo. Nel 2018, infatti, la tendenza per chi dagli Usa viaggia verso l’Italia e non solo, è quella di cercare sia alloggi alternativi, sia attività e luoghi alternativi. A dirlo è una ricerca che Expedia, una delle OTA più cliccate, svolge ogni anno. Nel 2018 Year in Review report si evidenzia infatti come negli ultimi anni la crescita delle prenotazioni per alloggi che non siano hotel, sia cresciuta in maniera esponenziale. Il successo di AirBnb e la proliferazione di altri portali di home sharing come HomeAway o HomeStay sta contribuendo ad un cambiamento irreversibile del mercato mondiale degli alloggi turistici. Ecco perché, più che per difendersi per adeguarsi, gli hotel devono offrire soluzioni alternative per essere competitivi e attrattivi.

Tra le tipologie di alloggi in costante crescita, spiega la ricerca di Expedia, ci sono i tentalow (strane e ibride accomodation che sono un incrocio tra una tenda e un bungalow) la cui richiesta è aumentata del 135%, gli chalet (più 85%), le ville (più 45%), gli agriturismi (più 40%) e le house-boat (più 35%). Crescono anche le mete meno scontate (Azzorre e Alaska) e le esperienze. Sì, perché il turista o il viaggiatore, ormai, dalla propria vacanza pretende qualcosa di più della semplice visita: esige ormai una vera e propria immersione nella vita e nelle tradizioni del luogo in cui si reca, sia esso una città, un paese, un borgo, una località di mare, di lago o di montagna. I turisti americani, oggetto dell’analisi di Expedia, amano soprattutto visitare le attrazioni architettoniche delle grandi città, fare acquisti nei migliori negozi e conoscere tutte le sfumature culinarie di un luogo. E tra i servizi extra offerti, vanno alla grande le visite guidate nei musei con possibilità di saltare la fila. La richiesta di tour storici e culturali è cresciuta del 98%, quella di frequentare corsi di cucina del 51%, mentre quella di poter partecipare a tour enogastronomici del 49%.

Cosa può fare dunque un hotel per restare al passo? Intanto, come abbiamo già provato ad illustrare, offrire il maggior numero e varietà di esperienze può aiutare moltissimo nell’attrarre turisti e viaggiatori. Quello che cerca un potenziale ospite quando decide più che di progettare una vacanza, di immergersi in un luogo lontano da casa, è la possibilità di sentirsi davvero parte di quel posto. Già nelle strategie di marketing, dunque, il potenziale cliente deve sentirsi in contatto con un ambiente familiare e molto attento alle sue esigenze: il rapporto con “i local” è infatti molto ricercato ed è certamente una carta vincente per presentarsi come valida alternativa ai servizi di home sharing. Mettersi sullo stesso piano di AirBnb è un errore, ma trarre ispirazione dai servizi offerti puntando sulla possibilità – che i portali di condivisione di alloggi spesso non offrono – di coccolare l’ospite h24. È questa la chiave per differenziarsi e per non subire l’eccessiva concorrenza di un mondo in costante crescita.