Non solo monumenti, siti Unesco, mare e cultura. Anzi, la buona tavola prima di tutto. È soprattutto il turismo enogastronomico la molla che porta i turisti americani in Italia. A dirlo è una ricerca dell’Enit (l’Ente nazionale per il Turismo): i 91 milioni di turisti stranieri che arrivano in Italia sono mossi soprattutto dalla voglia di gustarsi le prelibatezze della cucina italiana. E i primi ad apprezzare la ricchezza enogastronomica italiana sono proprio i turisti americani. L’Ente italiano per il turismo ha infatti messo a confronto tra di loro, dopo averle misurate, la spesa per la cultura e quella per il cibo di chi viaggia in Italia. E il risultato è stato questo: se nel 2012 gli stranieri destinavano 131 milioni per le vacanze enogastronomiche in Italia, nel 2017 la spesa è salita a 223 milioni. E i Paesi da cui arriva il più alto numero di turisti che scelgono una vacanza all’insegna del gusto sono gli Stati Uniti, il Regno Unito, l’Austria, la Svizzera e la Francia. Cinque Paesi che da soli coprono oltre la metà (il 55,2%) del totale. Ben 1,5 milioni sono le notti trascorse dai turisti stranieri per una vacanza enogastronomica, con una crescita del 50% sul 2013 e la spesa media giornaliera di questi turisti golosi è di 150 euro a testa.

Imperativo categorico, dunque, per attrarre un turista americano nella propria struttura e per coccolarlo a dovere è porre attenzione al cibo. Come? Prima di tutto a tavola. Si inizia dal buffet della colazione che se da un lato deve mettere a disposizione del cliente americano tutte le tipologie di cibo – dolce e salato – che è abituato a mangiare e casa, dall’altro deve integrare il menù con prodotti locali: confetture artigianali, pane appena sfornato, cornetti “fatti in casa”, formaggi e salumi della zona. Pranzo e cena, se l’hotel è attrezzato, devono essere curati nei minimi particolari: soprattutto per la cena si possono organizzare serate enogastronomiche a tema con i prodotti locali, oppure menù confezionati da uno chef rinomato o particolare. E, perché no, si possono anche organizzare mini-corsi di cucina, di modo che i vostri ospiti tornino a casa non solo con la pancia piena e il palato gratificato, ma anche con un bagaglio ricco della nostra cultura. Se poi, come benvenuto o come pensiero di arrivederci, preparate qualche prodotto locale da regalare, il vostro ospite sarà conquistato. Oppure, ancora meglio, organizzate qualche escursione nei presidi slow food o nei distretti del cibo, alla scoperta di dove e come nascono le eccellenze italiane.

Gli americani però amano anche fare shopping. Da un’analisi del mercato tax free italiano, emerge come sia suddiviso prevalentemente tra cinesi (che rappresentano il 21% del mercato), russi (15%) e statunitensi (8 per cento). Ma mentre i cinesi e russi hanno registrato flessioni importanti negli acquisti (rispettivamente -7% e -11% rispetto al 2018), gli americani hanno comprato di più (+19% rispetto al 2018). Ecco perché preparare una mappa delle vie dello shopping o dei negozi che vendono prodotti artigianali e rigorosamente Made in Italy è un ottimo modo per accogliere gli ospiti americani. Se poi si desidera offrire un servizio aggiuntivo – e la clientela o la tipologia della struttura lo permette – si può mettere a disposizione, ad esempio, un personal shopper che guiderà i clienti tra le meraviglie sartoriali, artigianali o culinarie del posto, regalando sicuramente un’esperienza indimenticabile.