Lo scrittore e blogger americano Jacob Tomsky, che per anni ha lavorato negli hotel di New York, lo ha persino scritto nel suo libro di memorie “Heads in Bed”: negli alberghi i clienti rubano qualunque cosa. Si chiama cleptomania alberghiera e ne sono affetti quasi tutti gli ospiti delle strutture sparse per il mondo, al momento di rientrare a casa. Il fenomeno è talmente diffuso che le classifiche su quali siano gli oggetti più rubati negli hotel non si contano nemmeno più. L’ultima è del sito lastminute.com che ha recentemente condotto un sondaggio su 500 hotel in tutto il mondo.

Il 95 percento degli albergatori interpellati durante il sondaggio spiega di aver subito furti, sia nelle camere che negli spazi comuni. I furti, viene ipotizzato con un calcolo medio, costituiscono un danno da circa 5.500 euro l’anno, che diventano 20.000 quando l’hotel-vittima è una struttura di lusso. Ma quali sono gli oggetti più rubati? Eccoli: asciugamani 87%; prodotti beauty delle linee cortesia (shampoo, bagnoschiuma, saponette, kit da barba ad esempio) 60%; stoviglie e posate 52%; pantofole e kit lucida scarpe 39%; accappatoi 34%; telecomandi 28%; cuscini, piumini e materassi 23%; riviste e giornali 19%; appendiabiti 17%; tv 16%; asciugacapelli 10%; lampadine 9%; opere d’arte o piccoli oggetti di arredamento 6%; lampade 6%; sveglie 5%; computer 4%; telefoni 3%; batterie e pile 3%, piante 3%; tende 2%. Ma in diverse altre classifiche, tra gli oggetti più desiderati dai cleptomani ci sono anche i caricabatterie del cellulare, i bollitori che spesso si trovano in camera e che gli ospiti utilizzano per prepararsi té, caffé solubile o tisane, i libri (persino la Bibbia!) o le guide turistiche riposte nel cassetti di comodini e scrivanie o sulle librerie degli spazi comuni come la sala tv.

Asciugamani a parte, gli articoli più rubati sono sicuramente i piccoli oggetti confezionati con un bel packaging personalizzato o con il logo dell’hotel: si va dalle saponette incartate e profumate, dalle eleganti boccette di shampoo, balsamo o bagnoschiuma ai kit per barba, scarpe, cucito. Dalle pantofole alle cuffie per capelli usa e getta fino ai prodotti di cancelleria come penne e block notes tascabili. Tutti articoli che, a dire il vero, più che una perdita possono rivelarsi, per l’hotel, un buon veicolo pubblicitario. Le linee cortesia personalizzate che molti clienti infilano in valigia diventano ricordi da portare a casa, da esporre nel proprio bagno o da riutilizzare nel prossimo viaggio. E, in sintesi, più un oggetto ben brandizzato circola, meglio è per l’hotel.

Secondo una ricerca realizzata lo scorso anno dal motore di ricerca di voli e hotel Jetcost, il 79% degli italiani ha ammesso di portare via con sé qualche oggetto dalle camere d’albergo. Una brutta abitudine diffusa anche all’estero. In cima alla classifica degli ospiti che portano via cosmetici o biancheria ci sono anche spagnoli (81%) portoghesi (76%) britannici (69%) e francesi (62%). Attenzione però, perché mentre sottratte una boccetta di shampoo o una saponetta non può certo considerarsi un reato, nascondere in valigia ad esempio un accappatoio o un asciugamani lo è.