Addio cotton fioc di plastica, ecco come adeguarsi!

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Addio cotton fioc di plastica, ecco come adeguarsi!

Sono così piccoli e apparentemente innocui che nessuno li immaginerebbe come veri e propri killer dell’ambiente. Eppure i cotton fioc sono tra gli oggetti più inquinanti al mondo, soprattutto quando le vittime sono le spiagge, le coste, i mari. E’ per questo che dal primo gennaio dell’anno nuovo la vendita dei bastoncini per le orecchie in plastica sarà vietata. Lo dice la legge perché il divieto è stato inserito grazie ad un emendamento del parlamentare ambientalista Ermete Realacci alla Finanziaria approvata all’inizio di quest’anno: la norma sancisce dal 2019 lo stop ai cotton fioc non biodegradabili e introduce dal 2020 il divieto di utilizzare microplastiche nei cosmetici. L’Italia, per una volta, fa da apripista perché sarà il primo Paese al mondo a vietare la produzione dei cotton fioc di plastica. La cornice in cui si inserisce questo provvedimento è quella della direzione presa recentemente dall’Unione Europea. La Commissione di Bruxelles ha infatti dichiarato guerra ai rifiuti in plastica, annunciando alcune misure per ridurre – di oltre la metà – i dieci oggetti monouso in plastica che costituiscono il 70% della spazzatura che finisce nei mari d’Europa. Plastica che non soltanto galleggia macchiando il fascino delle coste di tutto il mondo, ma che viene ingerita da pesci e molluschi, dei quali ci nutriamo. Le misure proposte dalla Commissione sono legate alle caratteristiche dei singoli oggetti: cotton fioc, piatti e posate usa e getta, cannucce, bastoncini che si usano per mescolare il caffè. Questo tipo di prodotti saranno vietati nel caso in cui siano disponibili sul mercato prodotti monouso meno inquinanti, quindi fatti con materiali più sostenibili.

Tornando al nuovo imminente provvedimento italiano, fra un mese si dovranno produrre  bastoncini per la pulizia delle orecchie in materiale biodegradabile e compostabile, mentre saranno banditi quelli col supporto in plastica. Sulle confezioni bisognerà inoltre indicare informazioni chiare sul corretto smaltimento dei bastoncini stessi, citando in maniera esplicita il divieto di gettarli nei servizi igienici e negli scarichi. Dall’anno prossimo il ministero dell’Ambiente avvierà una campagna informativa per evitare la dispersione in acqua dei cotton fioc. Perché i bastoncini per le orecchie in materiale non biodegradabile infatti sono altamente inquinanti e, secondo un monitoraggio effettuato da Legambiente su 46 spiagge italiane, il 91% dei rifiuti trovati sarebbe costituito proprio da cotton fioc. E uno studio dell’Enea – l’ente nazionale per l’energia e lo sviluppo – spiega come otto rifiuti su dieci sulle spiagge italiane siano plastiche. Metà, il 46 per cento, sono frammenti di plastica, di dimensioni inferiori a cinque millimetri. Cioè sono proprio loro, i cotton fioc, invisibili quanto letali per l’ambiente. Per evitare dunque, come profetizzano alcune brutte previsioni di arrivare al 2050 con un mare con più plastica che pesci, i Paesi industrializzati iniziano ad adeguarsi.

Così come devono adeguarsi tutte le strutture ricettive, come gli hotel, ad esempio, che in bagno offrono ai propri ospiti i mini-kit per la pulizia e che spesso contemplano anche i cotton fioc. Present-More dal prossimo anno renderà disponibili confezioni di cotton fioc prodotti non più in plastica ma in carta pressata. Una piccola rivoluzione, che va nella direzione di quanto già fatto con altre tipologie di prodotti per rispondere alle direttive europee contro l’utilizzo delle stoviglie monouso di plastica. Ci sono linee, come quella prodotta da Present-More, completamente biodegradabili e compostabili: piatti, bicchieri, posate, alzatine, contenitori per finger food realizzati in PLA, polpa di cellulosa o in foglia di palma, non inquinano l’ambiente e rendono più veloce lo smaltimento delle stoviglie e a fine pasto. Perché è da qui, dalle abitudini quotidiane anche in vacanza, che si parte per migliorare l’ambiente in cui viviamo.

By |2018-12-03T15:38:46+00:00Dicembre 3rd, 2018|Curiosità, Marketing e Promozione, Ristorazione, Settore Alberghiero|0 Comments

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